La Congiura dei Pazzi

martedì, dicembre 19, 2017

Firenze. Anno Domini 1478. Il manicomio di San Salvi è un punto di riferimento internazionale per la cura delle malattie psichiatriche: ospita malati di mente provenienti da tutto il globo, inclusa l’America (nonostante Colombo non l’abbia ancora scoperta).

Il 26 aprile, in occasione della Pasqua, Costantino Ugolini, direttore dell’ospedale psichiatrico, decide in via del tutto eccezionale di accompagnare quattro pazienti alla messa celebrata in Santa Maria del Fiore, coadiuvato da un paio di infermieri. Purtroppo non ha la benché minima idea che, da un mese buono, i quattro stiano tramando alle sue spalle. Uno di loro, tale Cecco Covoni (schizofrenico doc), è sicuro al cento per cento che sotto le mentite spoglie del direttore si celi un essere mostruoso proveniente dal pianeta Obererutzazét.

“Costantino Ugolini è una creatura immonda, un pericolo per l’intera umanità, e merita di morire!” ha sentenziato, Covoni, rivolgendosi ai suoi compagni di stanza.
Non ha dovuto insistere molto per convincere Bonifazio Carnesecchi, Maso Aldobrandini (entrambi affetti da disturbo dissociativo dell’identità), e Corso Pepi (maniaco depressivo delirante) del fatto di aver ragione da vendere.

Duomo di Firenze. Nel bel mezzo della celebrazione eucaristica, Cecco Covoni scioglie le corde di sicurezza che gli cingono i polsi, grazie all’aiuto dei suoi compagni di congiura; afferra un pugnale dalla fodera di un tizio nella panca di fronte, e scatta come un fulmine verso il direttore, che si trova poco più avanti, in coda per la comunione.
“Muoriiiii, bestia immondaaaaaa!” urla a squarciagola, il pazzo scatenato, mentre affonda la lama nella giugulare dell’uomo, che muore sul colpo.

Ecco come andò la Congiura dei Pazzi. Quella con la P maiuscola…

© Alessandra Biagini - tutti i diritti riservati.

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